Lo Chef Massimo Marturini, ci presenta la bistecca alla fiorentina





 
Il nostro Chef  Massimo Marturini (a destra) con il celebre Chef Cristiano Tomei






Lo Chef Massimo Marturini, ci presenta la bistecca alla fiorentina


Nella preparazione del menù, la parola d'ordine è stata "qualità". La scelta meticolosa delle materie prime è sicuramente il primo passo per proporre dei piatti eccellenti, per lasciare sul palato e nella mente del cliente un'esperienza indimenticabile. Il nostro Chef, Massimo Marturini, che vanta un'esperienza trentennale tra i fornelli ed un prestigioso curriculum, ci parla delle scelta di uno dei piatti forti del menù de la Torre del Gusto: La bistecca alla fiorentina.

"Le carni proposte dalla Torre del Gusto sono esclusivamente di provenienza nazionale certificata e di prima scelta -  ci spiega Marturini, chef e socio del ristorante -. La nostra bistecca alla fiorentina è realizzata con carne chianina certificata e si ottiene dal taglio della lombata del vitellone, la parte definita con "osso a T" dove, da un lato è presente il filetto e dall'altro il controfiletto.

Il nostro taglio è di circa 4 cm per un peso complessivo che varia da 1 kg a 1.2 kg, per permettere la degustazione a 2 persone. Inoltre viene eseguita una lavorazione della stessa con la tecnica "sous vide" (sotto vuoto a bassa temperatura n.d.r.) per permettere agli zuccheri una concentrazione ottimale.  La bistecca -  continua lo Chef - viene servita su piastra di ghisa calda e accompagnata da sale Maldon e la sua guarnizione del giorno". 

 Marturini prosegue spiegando qual è il vino da abbinare alla fiorentina: 

"L'abbinamento consigliato per questa tipologia di carne, dai sapori forti e decisi, è sicuramente un rosso strutturato dai tannini importanti, che permetta di pulire la bocca e allo stesso tempo di preparare il boccone successivo. La nostra proposta in abbinamento è con un Chianti classico dei colli fiorentini o  - per chi vuole rendere estrema la degustazione e la valorizzazione della carne - un Buttafuoco storico dell'Oltrepò Pavese, targato cantina Giorgi. La scelta di quest'ultimo - conclude lo Chef - è giustificata dai suoi 17 gradi, che permettono di sostenere con onore e dignità il sapore importate di questa carne".

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